Quelli che...la Francia
QUELLI CHE…..LA FRANCIA
Avrei voluto scrivere un articolo subito dopo il rientro, con ancora "calde" le immagini di quei posti e dei momenti che le hanno accompagnate, ma per molti motivi sono stato costretto a ritardare, così ho messo su soltanto alcune foto, e mi ritrovo a scrivere adesso, rileggendo (e correggendo) la parte già composta.
Ho deciso di fare un racconto diretto, una storia cronografica, lasciando da parte le emozioni che le foto raccontano meglio delle parole.
I ragazzi che hanno partecipato alla spedizione sono, in ordine di arrivo, i seguenti:
Tommaso, Vittorio, Fabrizio, Sandro, Nerone, Roberto, Massimiliano, Sauro, Alberto, Marco, Nicola, Renzo, Giacomo, Fabio, Paolo, Pierpaolo, Stefano e Massimo.
Il racconto potrebbe iniziare raccontando le disavventure del povero Vittorio che, a poche ore dalla partenza da Firenze, si "smarrisce" la canoa sull'autostrada, evitando fortunatamente conseguenze peggiori (per gli altri..) e proseguirebbe con l'arrivo delle famiglie Baldi e Urzetta al campeggio in riva al laghetto, ma vogliamo tralasciare appunti e dettagli poco interessanti…
In serata arrivano i ragazzi "sportivi", il gruppo formato da Bizio, Sandro, Nerone, Roberto e Max.
Le serate vengono utilizzate per discutere della giornata canoistica, visionando foto e video girati durante la discesa sotto l'enorme gazebo rosso del "brignano" Max, scegliendo la destinazione del giorno seguente anche in base all'organizzazione del raduno del caro Gengis.
A proposito, al momento dell'iscrizione al raduno ci vengono consegnati dei simpatici "gadget": una sacca riportante le date del raduno (dell'anno precedente..), una maglia con lo stesso stemma (ma stavolta con la data giusta!) ed una bellissima gavetta di metallo, ottima per la pappa di Balu…(dimenticavo, anche un'adesivo da attaccare alla macchina!)
Passiamo al racconto cronostorico delle due settimane.
Domenica 1 Agosto, discesa della Durance, dal campeggio, imbarco dietro la mobil-home di Tommaso, sbarco poco sotto Embrun, circa 15-18km di fiume con nel mezzo il campo slalom basso (Sant Clement) e la mitica onda della Rabioux, poi tanta bella acqua fresca, segnato solo da qualche bagno di troppo di Vittorio, soprattutto a causa della canoa che utilizzava (la mia Eskimo Lupo).
Lunedì 2 Agosto, discesa della Durance, dal campo slalom alto (L'Argentiére) fino al campeggio, stesso punto dell'imbarco precedente, circa 12km di fiume veloce e semplice, sempre acqua meravigliosa.
Martedì 3 Agosto, arrivo dell'amico Sauro, acquisto della canoa per Vittorio, una meravigliosa Wave Sport Diesel 65 (mattinata bruciata per l'operazione, dato anche un test volante pre-acquisto direttamente sul campo slalom), al pomerigio in compagnia del nuovo arrivato discesa della bellissima Gyronde, tratto da sotto Vallouise fino al campo slalom dell'Argentiere, circa 5km di fiume con poca acqua, simile al Comano ma inserito in un ambiente meraviglioso, slalomando tra sassi Vittorio testa la nuova barca, Sauro va con la mia Lupo (e menomale che l'ho portata!!) e tutti ci divertiamo come matti, perché siamo tutti insieme, un bel gruppo e perché la Francia è stata una bellissima idea, il posto è meraviglioso e i fiumi da soli valgono il viaggio.
La serata si conclude con una ottima grigliata offerta da Vittorio e Tommaso, ciccia in abbondanza, salsicce di Bruno, maiale vario e vino/birra a fiumi. (Foto documentali di Sauro)
Mercoledì 4 Agosto, si inizia a fare sul serio, la famosa Guill. Gruppo composto da Nerone, Sandro, Bizio, Sauro, Roberto, Vittorio (con la canoa nuova), Max e i ragazzi che ci portavano sul fiume. Imbarco subito sotto i "tre salti francesi", che Nerone tenta senza successo, rovesciandosi sul secondo dei tre dopo aver sbagliato direzione, recuperato senza difficoltà si parte insieme a un gruppo di ragazzi napoletani con alcuni corsisti a seguito. La Guill è bellissima, si parte con il botto, iniziando su un tratto di circa 100mt di saltini, svolte rapide, acqua che spinge (ma mai troppo..), meraviglioso, goduria incredibile, e qui avviene il primo fattaccio, Nerone si rovescia per dare indicazioni a Vittorio e nel tentativo di tirare un eskimo rompe la pagaia sott'acqua, ferendosi anche la mano sinistra. Poco dopo a ruota arriva Roberto che fa la stessa fine, rompendo anche lui la pagaia, senza ferite stavolta. Entrambi vorrebbero proseguire, abbiamo solo una pagaia di riserva ma in condizioni improponibili, così i due decidono di lasciare il fiume dato che eravamo a poche decine di metri dalle auto, lasciando proseguire gli altri.
Il percorso riprende con il fiume che si calma poco poco ma che continua con lo spettacolo della natura e dei passaggi, ci sono bagni e cadute, soprattutto da parte dei corsisti forse portati prematuramente su un fiume come la Guill, ci vogliono circa 90 minuti per completare un tratto che successivamente abbiamo percorso in 45, ma tutto rimane spettacolare, fino allo sbarco, momento in cui gli istruttori proseguono e lasciano tutti noi a sbarcare. Nella parte finale Vittorio si infortuna sbattendo il fianco sinistro contro un sasso provocandosi una contusione forte che gli impedirà il futuro proseguimento in canoa.
E pensare che aveva appena acquistato la nuova barca!
Nello stesso giorno si contano l'arrivo di Alberto e Marco C., Pierpaolo, Giacomo, Paolo O., Renzo e Nicola e la partenza di Sauro con la fidanzata.
Giovedì 5 Agosto, i ragazzi partono presto (per la prima volta…) senza Tommaso e l'infortunato Vittorio, destinazione Ubaye, fiume definito bellissimo di cui non abbiamo però documentazione fotografica al momento.
I ragazzi rientrano descrivendo rapide di 4° grado con acqua che spinge come sulla Durance, racconti epopeici di passaggi impossibili…scherzi a parte ci dicono che è stato ancora una volta bellissimo…e noi ci crediamo senza remore.
Tommaso, Vittorio e famiglie accompagnati dal buon Renzo vanno a farsi la passeggiata delle marmotte, a pochi minuti di distanza dal campeggio, trascorrendo una bellissima mattinata, fino al castello sul "Mont Dauphin".
Venerdì 6 Agosto, Guill secondo turno. I ragazzi (Nerone, Sandro, Bizio, Roberto, Nicola, Tommaso, Max, Alberto, Giacomo, Pierpaolo e Paolo) partono alla via della parte alta della Guill, area nella zona del castello di Chateau Ville, dove si trovano delle bellissime gole sulle quali si staglia il castello e una via ferrata molto bella. Si raggiunge una area dove la Guill si distende in un fiume che non ricorda minimamente la parte "movimentata" sotto i salti francesi, così avviene una "separazione" dei gruppi, Pierpaolo, Giacomo, Alberto e Paolo decidono di discendere quel tratto di Guill, gli altri decidono di voler rifare la Guill che l'altro giorno aveva mietuto così tante vittime. All'imbarco si trovano così Tommaso, Sandro, Nerone, Nicola e Max, Fabrizio e Roberto dicono di non sentirsela così rimangono a secco a fare foto (e menomale, almeno esiste qualche prova della discesa!!) così gli altri partono, stavolta con il fiume ben in testa la discesa dura meno di un'ora, siamo veloci e facciamo percorso netto senza errori nè bagni, decidiamo così di proseguire oltre, oltre il primo sbarco anche se non conosciamo la discesa e nonostante tutto il fiume lo facciamo, prima un bel saltino, poi altri bellissimi passaggi, la Guill regala sempre uno spettacolo unico, poi qualche bagno perché non conosciamo i passaggi, qualcuno se la cava e qualcun'altro no, ma va bene così fino a che non decidiamo di sbaraccare, poco prima del passaggio difficile della galleria. E' stato meraviglioso, le emozioni provate sono indescrivibili, poi l'adrenalina del discendere un tratto di fiume che non si conosce è tanta, una esperienza unica, mai provata, almeno per quanto mi riguarda. E le foto parlano per noi, alcuni scatti sono incredibili, con il panorama del paesaggio unico, tutto da raccontare.
Da annoverare anche l'incidente accaduto a Pierpaolo che, nell'affrontare la gola sotto il castello si rovescia e non avendo il tempo di effettuare un eskimo sbatte la faccia su un sasso riportando lievi contusioni facciali ed escoriazioni. In seguito lo stesso Pierpaolo tornerà a discendere quella gola completandola con successo (se pur dovendo effettuare un eskimo in corrente).
Nella giornata un gruppo formato da Paolo Sinceri e famiglia, Vittorio e famiglia, Renzo e altri hanno percorso una passeggiata fino al ghiacciaio bianco, uno dei ghiacciai che alimenta il fiume Durance.
Sabato 7 Agosto, i ragazzi raggiungono la parte bassa della Guill, il tratto più tosto (a parte le gole dell'angelo) ma l'unico che discende il tratto è Nicola, con grande successo come al solito, vi sono un paio di foto e un video che raccontano l'episodio. Tommaso decide invece di farsi una discesa della Durance in solitaria, così partendo alle 11 circa dal campeggio raggiunge in solitaria (ma sempre comunque in compagnia di altri gommoni e canoe sul fiume onnipresenti) circa 1 ora e 15 minuti dopo la Rabioux, appuntamento per lo sbarco e il recupero da parte dei familiari.
Nello stesso giorno, al mattino, si annovera la partenza alla via di Firenze di Vittorio e famiglia con Max.
Domenica 8 Agosto, campo slalom de L'Argentiere, Durance. Discesa in relax, in attesa di avere notizie riguardo a una eventuale discesa di un fiume chiamato Bonne, un paio di ore sul campo slalom de l'Argentiere e poi una girata in auto a raggiungere una passeggiata in direzione di un odei ghiacciai, niente di particolare da raccontare a parte il pranzo a base di "guiche" e coca cola...
La Domenica ci lasciano Alberto e Marco Caccavo al rientro trasportando anche la canoa di Vittorio.
Lunedì 9 Agosto, discesa della Guill organizzata dal raduno. Partecipanti del gruppo: Fabio, Sandro, Nerone, Pierpaolo, Fabrizio, Giacomo, Nicola e Roberto. Grande successo della discesa, grande soddisfazione per chi non aveva ancora disceso la Guill, epici racconti di "percorso netto" da parte di alcuni dei partecipanti.
Martedì 10 Agosto, discesa della Durance in tranquillità, gruppo composto da Tommaso, Fabio, Giacomo, Stefano e Massimo, mentre i ragazzi "agitati" aderiscono all'iniziativa del raduno di un corso di sicurezza sul fiume. La discesa della Durance, utilizzata per lo più per avvicinare Massimo al fiume, avviene in sicurezza e tranquillità, le foto documentano anche il divertimento del campo slalom basso e della Rabioux, zona dello sbarco.
Mercoledì 11 Agosto, il programma avrebbe previsto una nuova discesa dell'Ubaye, alla quale ha partecipato Pierpaolo in compagnia dell'organizzazione del raduno, e alla quale avrei dovuto partecipare anche io ma un disagio notturno mi ha impedito di essere al 100% e così ho deviato, in compagnia della famiglia, verso un più tranquillo percorso di arrampicata sugli alberi. Il racconto della discesa dell'Ubaye di Pierpaolo ha rispettato i precedenti racconti dei ragazzi. Il giorno stesso hanno lasciato il campeggio i ragazzi, Fabrizio, Sandro, Nerone, Roberto, Nicola e Renzo. Sono così rimasti fino alla fine del raduno Tommaso, Fabio, Giacomo, Pierpaolo, Stefano e Paolo, Massimo e sua moglie.
Giovedì 12 Agosto, discesa in tranquillità della Guill bassa, poco sotto Giullestre fino al campo slalom basso. Alla discesa partecipa il gruppo dei rimasti, Stefano con suo figlio, Massimo, Giacomo, Fabio e Tommaso. La discesa procede senza particolari traumi, il fiume va come sempre una meraviglia, l'innesto sulla Durance merita una nota di racconto in quanto il sottoscritto, che si era cimentato alla discesa per la seconda volta con la Lupo, si rovescia vicino ad alcuni rami e tenta eroicamente almeno 4 volte l'eskimo, purtroppo senza successo…Il resto della discesa racconta ben poco, se non un diffuso scoramento forse dovuto all'avvicinarsi della partenza.
Venerdì 13 Agosto, passeggiata della famiglia Baldi alla volta della valle della Onde, sopra Valloiuse, alla scoperta della vallata che da origine, anche grazie ai ghiacciai perenni, al fiume omonimo.
In serata presso l'organizzazione del raduno si è tenuta la classica "riffa" dove sono stati estratti molti numeri e si sono vinti premi più o meno interessanti, niente di particolarmente importante per i nostri però. Da considerare che ci mancavano alcuni biglietti, dato che i rispettivi proprietari si sono dimenticati di lasciarlo ai ragazzi rimasti, e pare anche che uno di questi fosse stato estratto anche se non per un premio degno di nota.
Sabato 14 Agosto, fine della vacanza, fine del raduno, fine della canoa etc…
Cosa ci è rimasto? Personalmente tantissimo, i ricordi di una vallata splendida, un'ambiente costruito per la canoa, migliaia di canoisti sparsi ovunque, canoe sulle macchine, sui camper, sui furgoni, sui pulmini, gommoni, canoe gonfiabili, centri rafting ogni 500 metri, scuole kayak…incredibile, mai vista tanta abbondanza canoistica in vita mia. I fiumi, meravigliosi, acqua limpida e fredda, ambienti di alta montagna (le Alpi, mica storie…), acqua sempre disponibile e da bere. Le montagne appunto, le Alpi, splendide inserite in un contesto di una vallata piccola racchiusa da montagne alte migliaia di metri. Gli amici, il gruppo, la buona compagnia, le chiacchiere e le risate, la vacanza in relax.
Il resto andrebbe vissuto e non raccontato, le parole aiutano ma io non sono molto bravo, quindi non voglio tediarvi ulteriormente.
Ciao a tutti
Tommaso B.