Slovenia - Luglio 2013

Soca - Slovenia - 5/6/7 Luglio 2013

Tre giorni meravigliosi, in tre parole, la descrizione del week-end trascorso in Slovenia.

Un bellissimo gruppo, formato da esponenti "misti" di Ruzzolafossi e Fradici, parte per la Slovenia il Venerdì mattina, 5 Luglio 2013, di buon'ora (ore 7 alla Certosa), alla volta di Bovec, per discendere i sempre meravigliosi fiumi della impareggiabile Soca Valley.

I partecipanti, rigorosamente in ordine alfabetico, sono stati:

Carlo Bernazzi
Fabrizio Fei
Fabrizio GASS
Lorenzo Pasqua
Massimiliano Menci
Nerone
Roberto "il freddo"
Sandro
Tommaso

Supportati alla grande da Michela, la moglie di Fabrizio GASS.
Solo una tappa prevista, per far visita al negozio Ozonekayak di Treviso (Quinto di Treviso per la precisione) e per spendere i primi fogli da cento per i soliti acquisti "tecnici", pantaloni stagni di qua, pagaie di la, scarpe di su, salvagenti di giu...insomma, le solite cose, prima di far tappa anche dal nostro caro Piero a Trnovo.
La deviazione ci costa parecchio in realtà, un'ora sul tabellino, l'arrivo all'imbarco del Koritnica è alle 14:30 circa, ma il tempo è bello, l'acqua è limpida, solo che è un pò poca, purtroppo. Il livello del Koritnica non è alto, ma all'imbarco ci troviamo con la macchina che era andata avanti ed una coppia (uomo e donna) di ragazzi che conoscevamo, si decide quindi di scendere comunque.
Di lì a poco però iniziano ad arrivare vetture e canoe in quantità impressionante, un folto gruppo di Milano, con tanti principianti, si prepara a discendere il tratto di Koritnica con noi, veramente troppi per la dimensione del fiume, decidiamo così di affrettare le operazioni di cambio per partire prima di tale gruppo. Il Koritnica viene disceso senza difficoltà nè particolari "scossoni", il gruppo è composto da esperti e il gioco caratterizza ogni passaggio, eskimi a volontà (non so dire quanti ne ho fatti in 3 giorni, credo oltre un centinaio..) in ogni pozzanghera disponibile e via così, fino alla confluenza con il Soca che, ahinoi, risulta anch'esso decisamente basso come livello.
Decidiamo quindi di proseguire fino a Cesoca, sbarco del tratto facile, per parlare del da farsi, le cose da sistemare sono parecchie al campo quindi alcuni partono per discendere Srpenica 1,2 e campo slalom (Massimiliano, Lorenzo e Roberto) mentre gli altri si avviano verso il supermercato per gli ultimi acquisti poi verso il campeggio a Trnovo per allestire tende, gazebo e barbecue.
Ci prepariamo per una gustosa cena a base di carne di provenienza fiorentina (grazie babbo), al solito, salsicce, bistecche di maiale e di manzo, insieme a insalata e pane e companatico, il tutto accompagnato come sempre dai meravigliosi vini che Fabrizio da Montalcino ci porta sempre.
Dopo la frugale cena, il riposo dei guerrieri ci porta alla mattina seguente, abbondante colazione, qualche gioco sull'erba poi tappa da Piero Linda di AlpinAction (obbligata anche questa) e via all'imbarco di Caporetto, pronti alla lunga e faticosa discesa.
Caporetto si presenta come sempre, nonostante il livello non alto, in tutta la sua bellezza e potenza, a cominciare dall'imbarco con il sifone pericoloso, un'occhio alla prima rapida, il tempo di riprendersi dalla discesa e si parte, subito impegnativo, Caporetto non da tempo di prendere confidenza, o hai confidenza o già alla prima rapida rischi il bagno....e si va avanti così, nello splendore dell'ambiente che ci circonda, ci fermiamo solo a visionare la rapida detta "dei mille buchi", poi si riparte, qualche pausa nei rulli più interessanti, poi tappa per un tuffo sotto al ponte sospeso poco prima del ponte di Napoleone, poi sbarco e summit, è stato così veloce, non era neanche l'una, decidiamo di fare una pausa e ripartire nel pomeriggio alla via di Srpenica 1 e 2 e a seguire il campo slalom! Che faticaccia!
Dunque, breve pausa (3 ore...mica tanto breve!!), un panino o due, due birre o tre e alle quattro alla macchina pronti per il secondo round. Nel frattempo chi si riposa, chi va a visionare il campo slalom per preparasi meglio...e si riparte.
Srpenica 1 non offre grandi emozioni, giusto il tempo di risvegliarsi dal torpore, si arriva al tratto detto "delle cave" e lì ci divertiamo un pò di più, fino all'inizio del campo slalom, dove si fa sempre sul serio, dove le rapide si susseguono senza tregua, dove un'errore costerebbe un lungo bagno, ma lo percorriamo alla grande tutti, ed è sempre una goduria! Però che stanchezza...quasi 5 ore di fiume in un solo giorno non lo avevo mai fatto, decidiamo di conseguenza di andare a mangiare al ristorante, in un posto dove eravamo già stati a Bovec. Là ci aspetta una manifestazione sportiva, una gara podistica accompagnata da un mercatino locale e seguita da una serata con band celtica dal vivo, molto simpatici e molto bravi, ma in un'attimo si fa mezzanotte e il programma di domani è serrato.
Sveglia molto mattutina, ore 7 circa, colazione e decisione sul da farsi, purtroppo la parte alta del Soca ha poca acqua per discendere con soddisfazione così un gruppo si fa un veloce campo slalom, per poi ritrovarsi tutti insieme nuovamente all'imbarco di Caporetto, per l'ultima fatica.
Anche il secondo giorno la discesa verso l'imbarco è faticosa, purtroppo non cambia, e stavolta con la fatica accumulata lo è forse anche di più, ma siamo qui per questo e ci imbarchiamo.
Il tratto come ieri non è da sottovalutare e siamo stanchi, qualcuno addirittura non scende con noi rimanendo a fare il recupero, scendiamo senza difficoltà e sempre godendo dello spettacolo che ci circonda, qualcuno si affatica per ripetere la rapida dei "mille buchi" mentre altri fanno foto e/o video, poi il tratto come sempre finisice, così come finisce questo week-end in compagnia di un gruppo di amici, in un'attimo ci ritroviamo a tavola al ristorante "La Trota", per consumare l'ultimo pasto insieme e iniziare a rimpiagere i tre giorni appena conclusi.
Voglio anche esprimere la mia "personale" soddisfazione, considerando la mia prestazione, in quanto per la prima volta dopo anni di canoa credo di aver iniziato a comprendere determinati movimenti, sia di corpo che di pagaia, e posso affermare che in 3 discese "vere" non ho mai avuto esitazioni di sorta, non ho mai dovuto eskimare per errore ma lo ho fatto solo per "sport" (e due volte sotto al ponte di Napoleone, fotografato dai turisti!!! io!!!), insomma gente, lasciatemi dire che NON HO FATTO BAGNI!!!!!
Scusate ma dovevo pur raccontarlo, i bagni non si raccontano, ma certe prestazioni devono essere raccontate, no?

Grazie, grazie davvero a tutta la compagnia, spero che le foto e i video che ho realizzato contribuiscano a solidificare il ricordo di questa breve vacanza in Slovenia. Ricordando anche che, almeno per me, non sarà certo l'ultima!

A presto

Tommaso Baldi