Marmore - 15 settembre 2013

Racconto della prima esperienza della discesa del fiume a valle delle cascate delle Marmore - 15 settembre 2013

Innanzitutto voglio ringraziare Fabrizio detto GASS che mi ha convito a seguirlo, dicendomi che sarei stato in grado di farlo.

Parto da Firenze alla buon'ora, circa le 7:30, da solo, alla volta del punto di incontro, Chiusi.
Agganciati gli altri alle 9 circa, nel parcheggio di un centro commerciale c'erano Fabrizio e Francesco Frati con suo zio, si riparte, tutti qui, questo il gruppo "organizzato", con le probabili altre presenze trovate sul posto.

Alle 10 circa siamo alle Marmore, come ben ricordavo si tratta sempre di uno spettacolo della natura.
Pensando a quello che avrei dovuto fare non riuscivo ad essere completamente sereno, ciononostante non avevo il terrore che in altre occasioni mi attorcigliava lo stomaco, perchè si, avevo paura, ma avevo anche voglia, tanta voglia, di misurare me stesso con qualcosa di più adrenalinico, veramente adrenalinico, e cosa c'è di meglio delle Marmore?

Come detto arriviamo abbastanza presto, non fa caldo e non è neanche una bella giornata, pioviscola e decidiamo di cambiarci velocemente. Nel frattempo sopraggiungono i Tassi (Marcello, Alessandro, Mimmo) e altri ragazzi da Roma e da Napoli, a completare un bel gruppetto per quello che è in realtà il fiume, stretto, veloce e tortuoso.
L'attesa è lunga e logora, mi logora dentro, così prendo coraggio e vado a fare una passeggiata, fotocamera in mano, a vedere almeno in parte, cosa mi aspetta lì sotto, in quella "forra" buia e umida che è il fiume al di sotto delle cascate....ricordo ancora molti anni fa, in occasione di una delle mie prime visite in Valnerina, dopo aver disceso la Nera (con una decina di bagni di accompagnamento...) la visita alle Marmore con i commenti a proposito dei canoisti "extraterrestri" che scendevano in quel fosso...poi oggi mi ritrovo lì, davanti alla staccionata che divide il percorso turistico da quello dei rafters e dei kayakers, da solo, osservo e scatto qualche foto alla cascata, sempre spettacolare, ma lo spettacolo si trova sotto per me oggi, circa 30 gradini più a valle....

Supero la ringhiera di metallo, osservo le scale, ricoperte da stupida erba sintetica, completamente bagnate e scivolose, le discendo lentamente. Poco dopo i primi scalini si viene investiti da una pioggia torrenziale, gli spruzzi della cascata, tanto per dare la sveglia, poi si scende ancora e la pioggia aumenta al punto che si fa fatica a vedere dove si mettono i piedi, poi, di colpo, sparisce....la pioggia non arriva lì in fondo, ma lì c'è il fiume, i 22m cubi che si raccolgono in 4-5 metri di letto (ma anche meno in molti punti).
L'imbarco da già una idea di quello che sarà, una piccola passerella di metallo serve ad attraversare tutta la potenza dell'acqua, al di là una piattaforma ricoperta da erba sintetica di circa 3mq fa da imbarco svizzero per canoe e rafts, si vedono 3-4 gommoni legati che sballottano sull'acqua movimentata, 15 metri di fiume che curva secco a destra, una impressionante cascata sulla sinistra, a pochi metri dalla prima curva, sulla destra, poi il fiume sparisce nel buio della sua potenza....

Finalmente ci imbarchiamo, il tempo di fare un'ultimo sorriso alla cascata, sorretto psicologicamente dai simpaaticissimi compagni di discesa, appena il tempo di rendermi conto che sono l'unico "principiante" delle Marmore, che mi ritrovo sulla piattaforma, pronto a tuffarmi in quell'acqua scura e movimentata, da buon ultimo....ci siamo, non si scherza più, la "marmorite" ormai mi attraversa dalla testa ai piedi, solo non so bene cosa sia, hanno provato a descrivermela, ma finchè non la provi non la comprendi, in realtà non è paura, è altro...un rapido briefing in acqua (non si sente niente...non si capisce una mazza..) e avanti alla prima rapida.

Mi raccomando non cascare qui che sono guai.....detto fatto, curva a destra, rapida secca e violenta, mi rovescio, conto uno, due, e poi....eskimo, incredibile, nemmeno io ci credo, ma non c'è tempo per festeggiare, mi giro e a un metro dalla mia coda c'è la seconda rapida, curva secca a sinistra....riesco a ruotare e a prenderla bene, subito dopo un'altra rapida, questa però è un pò più dritta, si respira finalmente, poi si passa sotto l'arco dal quale i turisti fanno foto...mi sento un dio, ho fatto un'eskimo in corrente, uno di quelli da raccontare ai nipoti fra cinquant'anni...ma non ci si deve rilassare, vero, ci sono un centinaio di metri di acqua relativamente tranquilla, poi subito una nuova rapida, anzi una "s" abbastanza stretta, questa la faccio di tacco, e mi metto a pensare cosa ho fatto finora in soli 300mt! Si gode, è veramente una goduria di fiume, e non finisce qui, ma salto direttamente al passaggio dei "tre salti", il più tosto del tratto.
Non si tratta neanche di tre salti ma di una rapida breve e intensissima, lunga si e no 20mt, composta da un primo dislivello strettissimo da fare rimanendo "dritti", un secondo dislivello praticamente attaccato al terzo, ma con la forza dell'acqua che tende a trascinare verso un controroccia destro (ma con un ritorno IMPRESSIONANTE) ed il terzo appunto che serve a impennare e rovesciare anche le canoe più grosse.
Mi butto per ultimo, con il solito coraggio che mi contraddistingue, ma stavolta non è la cronaca di un successo, bensì quella di un bagno, sbaglio subito l'ingresso (così mi hanno detto..) rimanendo con il corpo troppo indietro, e vengo puntualmente sbalzato a sinistra rovesciandomi, tento invano di mantenere pagaia e posizione ma i colpi presi sul casco e sulle mani mi fanno scappare tutto, poi puntualmente recuperato dalla sicura dei ragazzi. Ok, fa male solo all'orgoglio dopotutto, quindi si riparte ma da qui in poi il racconto può diventare tedioso, una volta sciolta la "marmorite" è un fiume come molti altri, difficile soprattutto perchè continuo, siamo sul 4° abbondante in un paio di passaggi e siamo sul 3+ continuo e stretto per tutto il tratto a parte alla fine.
Alla fine della discesa, quando si può veramente pensare di rilassarsi, rimangono il ricordo della discesa, degli errori e delle mosse giuste, rimane la lezione imparata e il piacere della compagnia della giornata.
Ma non è finita qui, dopo un gustoso e abbondante panino con la porchetta, ovviamente accompagnato da una buona dose di birra, ci prepariamo per la seconda discesa, quella delle 15:30, ma non rientro nel dettaglio, già ampiamente fatto sopra.

Grazie ancora a tutti per la compagnia, per la pazienza e per l'aiuto prestatomi quando ce ne è stato il bisogno, ma di nuovo, grazie a Fabrizio per avermi portato lì, da oggi sono un canoista diverso e ne sono felice.

W le Marmore, W i fiumi, W la canoa.

Tommaso Baldi