Candigliano - 17 Novembre 2013
Fiume Candigliano - 17 Novembre 2013
Discesa del fiume Candigliano, Marche, Domenica 17 Novembre 2013, "the next level".
Domenica mattina alle 8:15 ci troviamo al parcheggio di Ponte a Ema io, Nick e Rob il freddo (compagnia di lusso per me), destinazione, fiume Candigliano, livello previsto medio-alto.
Il morale è alto, l'appuntamento è con Gass e Francesco all'uscita autostradale di Arezzo, direzione Piobbico, circa 2 ore di strada di distanza da lì.
Il tempo non è così male, tutto sommato, ma alla destinazione il clima è decisamente meno accogliente, fa freddino e pioviscola.
Ci troviamo presso un bar che espone una bellissima sciarpa della Fiorentina, sempre beneaugurante, siamo veramente tanti, ci sono presenze illustri come Vladimiro e suo figlio (fenomenale) Giordano, un gruppo di Parma, alcuni di Bologna, oltre ai meravigliosi due Tassi, Marcello e Alessandro. In totale siamo circa 25.
Giusto il tempo dell'ultimo caffè, due chiacchiere e si parte diretti allo sbarco, un parcheggio nei pressi di una chiesetta diroccata(bellissima), l'Abbadia di Naro.
Al campo sportivo di Piobbico c'è l'imbarco, il fiume si presenta con acqua di un bel colore verde-azzurro, il percorso è inserito tra gole di roccia e alberi, rami e rovi lungo tutto il fiume accompagnano la discesa.
I primi km sono facili, senza rapide di rilievo a parte una piccola interessante sotto al primo ponte, fino a raggiungere il primo vero passaggio del Candigliano, la famosa "Marmitta del Diavolo". Si tratta di un'imbuto semi-circolare dentro il quale finisce il 75% del fiume, lasciando un 25% alla destra della "pentola" a formare una chicken way.
Scendiamo in molti a visionare il passaggio, io ed altri ragazzi ci soffermiamo il tempo di fare un paio di foto e valutare il punto migliore dove passare, nel frattempo passano alcuni nella marmitta e molti altri nella chickenm way, fatte le dovute valutazioni decido di affrontare il passaggio più difficile, prendo la linea giusta, imbocco il salto ma sono lento, non buffo bene e la frittata è fatta....sono a testa sotto e tento invano 3 eskimi prima di stappare, succede anche ai migliori (infatti anche a me, eh eh..).
Nemmeno il tempo di svuotare che si riparte, adesso il fiume inizia a mostrare il suo valore, si vedono i passaggi di 3/4, si arriva fino al primo impraticabile, trasbordiamo in tanti e ci fermiamo a osservare i 2-3 temerari che lo affrontano, tra questi il giovane Giordano Farina che sembra "volare" sull'acqua senza andare mai in difficoltà.
Immediatamente dopo l'impraticabile il fiume diviene strettissimo, si susseguono 2 o 3 passaggi veloci in un bel dislivello che formano altrettanti buchi da affrontare con attenzione, poi di nuovo sosta per osservare il passaggio seguente, una prima strettoia con buco a seguire e "morta non morta" sulla destra, dieci metri dopo uno scivolo verso sinistra con curva secca a destra da "seguire la linea" e fermarsi immediatamente sotto perchè poi si va verso l'imbuto di 5°.
Osservo passare altri 4 o 5 ragazzi, poi mi lancio, faccio il primo passagio alla grande, sono caldo e mi soffermo in morta a destra, un cenno con la testa a Marcello (che osservava da sopra il masso) ricambiato e mi lancio nella rapida, è velocissima e divertentissima, tengo duro e passo, ma l'acqua è veramente veloce così vengo trascinato dalla corrente e mi fermo sulla estrema destra, a valle del passaggio a circa 100mt dall'imbuto, la corrente è molto forte e non è facile stare fermi, nel frattempo arrivano Gass e Alessandro che mi confortano ma mi avvertono di ciò che sta sotto: "mi raccomando adesso scendi dritto poi fermati in morta a sinistra che c'è l'imbuto!".
Capito, penso io. Gass parte e io gli vado dietro, non ce la faccio più a stare fermo lì, ma non è una passeggiata, un paio di rapide potenti precedono la morta, e nel percorrere la seconda, forse troppo preoccupato di mancare la morta, sbaglio di nuovo e sono a testa sotto...ci siamo, penso, ma ora o eskimo o sono guai...1-2-3 e ne tiro uno malissimo...niente da fare, eccosi penso, non so più farlo...ma no, conto di nuovo 1-2-3 e stavolta l'eskimo c'è, proprio pochi metri prima della rapida, uff...sono salvo!
All'imbuto ci fermiamo a lungo, quasi mezz'ora, siamo tanti e molti trasbordano mentre alcuni affrontano il passagio, come Gass e Francesco, come Marcello e Rob e altri, chi va a bagno, chi no, il passaggio è potente e difficile perchè non permette il minimo errore nell'impostazione, tutto il fiume si concentra in 3 metri di larghezza per altrettanti di altezza, in una rapida traversa che va da destra a sinistra verso una grande roccia.
Gli esperti dicono di puntare la roccia stessa, per passarci molto vicino e uscire in appoggio destro, ma non tutti ci riescono.
Dopo circa mezz'ora di applausi, foto, video e canoe recuperate, ripartiamo verso il tratto più difficile del fiume, quello detto delle gole.
Percorriamo poche centinaia di metri e appena all'interno delle gole incontriamo il primo dei diversi passaggi interessantissimi, molto potenti e veloci, un susseguirsi di "S" e buchi sempre da non sottovalutare, il tutto inserito in gole spettacolari, fino a rilassarsi per un paio di km prima delle ultime due rapide, la seconda delle quali anticipa il secondo impraticabile, uno stretto passaggio a sinistra, un punto in cui il fiume si divide in due lingue, quella giusta è quella di destra che però porta in un passaggio per niente banale che termina con un controroccia sinistro.
Prima di questo passaggio però si presenta un'altra strettoia sinistra, caratterizzata da una estrema velocità e seguita da un buco che tiente un bel pò, in diversi sono andati in difficoltà e si sono visti anche un paio di bagni.
Personalmente avevo ritenuto di aver trovato emozioni sufficienti fino a quel punto ed ho così deciso di trasbordare, per giungere allo sbarco più o meno indenne, felice della splendida discesa, del bellissimo paesaggio e della ancor migliore compagnia.
Allo sbarco, dopo il cambio e il recupero delle auto, i Tassi ci hanno offerto bruschetta e olio nuovo, Vladimiro ha aperto un banchetto a base di pecorini e salami, vino e birra non mancavano, così ci siamo fermati a degustare in ottima compagnia e a completare la giornata nel migliore dei modi.
Un giudizio sul fiume Candigliano?
Da inesperto come me, un fiume potente e divertente, da fare con la carica giusta e con l'energia giusta, un 4° "serio" come finora non avevo mai incontrato e che mi ha lasciato emozioni diverse dal solito, sicuramente lascerà un segno nella mia "carriera" da canoista e posso dirvi solo che....non vedo l'ora di rifarlo!
This is kayak
Tommaso Baldi
https://www.marinadicandeli.it/it/la-canoa/archivio-canoa/354-candigliano-17-novembre-2013#sigProIda749221de6