Torrente Pavone - 19 Gennaio 2014

Torrente Pavone - 19 Gennaio 2014

 

Domenica mattina, ore 7:30, sveglia in attesa di comunicazioni da parte dei "saggi" del gruppo, alla ricerca di un fiume navigabile senza troppi rischi.
I "rumors" del giorno prima romanzavano della "risalita dei romani" alla vota dello Scheggia, torrente navigabile solo dopo abbondanti pioggie nella nostra zona, ma le notizie scarseggiavano.
Mi sveglio e attendo fiducioso, la prima whatsappata però è di Gass che mi dice di sentirsi male, aggiungendo una bestemmia, e che non ci sarà. Il suo messaggio è delle 6:20 circa....accendo il pc e controllo i livelli, tutti alti, persino il mio amato e desiderato Lamone è navigabile, appena sotto il minimo di ckfiumi, ma niente, "non s'ode romore di sorta, che forse, che forse, sia morta???"?
Ad un tratto suona il cellulare, whatsappata n°2, il Rasta dice "si va sulla Merse, prendi il barchino che ci si diverte, viene anche il Bencio"...

Rattristato da tale notizia inizio uno scambio di messaggi con Alessio, ma la conclusione è solo quella, la Merse, solo che io il barchino ancora non ce lo ho...vabbè, pazienza, non mi va di stare a casa, però nel frattempo mando SMS a Francesco Frati, sperando che qualcosa si muova, però non succede niente lì per lì, allora contatto il Bencio per passare a prenderlo e così faccio.
Arrivo a casa del Bencio, ci sistemiamo canoe sul tetto, lui prende il suo vecchio barchino, ci fermiamo per un caffè e vedo che c'era un SMS non letto, Franceso, EVVIVA penso.!!

Infatti Francesco mi scrive, Tommi si fa il Pavone, preparati!
Prendo il cel e chiamo, Francesco non risponde, riprovo altre 2 volte ma niente, non risponde...inizio a titubare, ma anche il Bencio è voglioso, non ha mai fatto il Pavone (io si) e la Merse non lo attira più di tanto, ci prendiamo il caffè in attesa.

Ecco che Francesco si fa vivo, mi chiama e mi conferma che tutti stanno andando a fare il Pavone, romani compresi, appuntamento dopo le 11 all'imbarco (fortuna che c'è il navigatore). Chiamiamo Alessio ma lui sembra pià intenzionato a prendere la via della Merse, nel frattempo torniamo a casa del Bencio per cambiare la sua barca, prende la barca grande perchè il barchino no è proprio il massimo per il Pavone.
Durante la strada per i Falciani, casa di Alessio, ci chiama e ci conferma di non voler venire sul Pavone per via di un gruppo già formato in direzione Merse, ci salutiamo e imposto il navigatore sulle coordinate dell'imbarco del Pavone (così almeno credevo).
Il viaggio è abbastanza lungo da Firenze, circa 1h40 minuti, siamo in orario ma al momento dell'arrivo alle coordinate impostate i miei ricordi mi portano in un posto diverso, siamo allo sbarco e non all'imbarco, grazie alla tecnologia moderna ritrovo la pagina del Pavone su ckfiumi e imposto le coordinate giuste sull'imbarco, in 20 minuti siamo lì, sono le 11:30 e sul posto troviamo altri ragazzi di Lucca e dintorni che non scenderanno, ci sono altri due che si stanno cambiando e anche il mitico Francesco Frati insieme ai tassi Marcello Muzzi e Giuseppe.
Il tempo di rapidi convenevoli, il cambio e breve organizzazione del recupero e si parte. Sono le 12 spaccate, il livello del Pavone è 98cm a San Dalmazio (livello IDEALE, forse appena sotto le aspettative), i gruppi però sono spaccati, più avanti ci sono i "pezzi grossi" dei Fradici, Rob, Enrico, Giuseppe, il Piccio. Ancora in testa ci sono quelli di San Miniato e Pisa...poi ci siamo noi 7, tutti alla prima sul Pavone a parte me...
Più tardi arriveranno anche i romani, un gruppo in cui figurava anche sua maestà Maurizio Consalvi.

Il Pavone offre il solito panorama meraviglioso, il clima tutto sommato sembra buono, poi cambierà più volte durante la discesa, l'acqua ha il tipico colore marrone "terra" del Volterrano, il fiume tira e i 14km che ci aspettano non preoccupano, se non per il fatto che non abbiamo una guida vera e propria avanti.
I primi 2km sono semplici, di riscaldamento, il ricordo mi va alla prima rapida "interessante" che arriva al momento giusto, ci fermiamo a osservare, a fare qualche foto, poi si parte, tutto bene, tutti bene, la rapida si può valutare come 3 scarso, ma il Pavone è meraviglioso nel paesaggio in cui si inserisce. La vegetazione varia moltissimo, da abeti a pini e sottobosco incredibile, solo il colore dell'acuqa non invita all'eskimo.
Il percorso prosegue in maniera rilassata fino alla rapida successiva, molto più impegnativa della precedente, caratterizzata da una lunghezza di circa 70mt, composta da due salti diversi, un primo più semplice dritto da affrontare con buf avanti poi da fermarsi in morta a sinistra appena disceso, il secondo, molto più insidioso, da buffare con punta verso destra per affrontare decisi la rapida immediatamente successiva al salto stesso che curva secca a sinistra. Qualche difficoltà per qualche canoista, per il resto senza problemi, comunque molto interessante e decisamente più impegnativa della precedente.
Poche centinaia di metri dopo si trova la rapida più difficile del Pavone, principalmente per la natura "sporca" del fiume.
La rapida si caratterizza per essere una "doppia S" con curva inizale a destra, successiva curva secca a sinistra e nuova curva a destra.
Il tutto però condito da "simpatici" sassi nascosti e semisommersi, pressochè invisibili a causa dell'acqua marrone, che si occupano di cambiare equilibrio e direzione della canoa, fortunatamente il livello medio-alto copriva un pò più del normale e siamo passati tutti indenni.
Da questo punto in poi il fiume si tranquillizza, o quasi, mantenendo una scorrevolezza elevata data dalla pendenza e dalla corrente, fino a che non si arriva alla confluenza con il Cecina. Qui la portata raddoppia e si formano diverse interessantissime onde, tutte diverntenti e facilmente gestibili, poi si arriva all'ulitomo passaggio impegnativo, la "S" detta del "masso della fanciulla".
La rapida è caratterizzata da un discreto dislivello, si tratta di un'imbuto in cui confluisce tutto il fiume, formando una "s" da destra verso sinistra molto veloce e divertente, da affrontare decisi con pagaiata e pancia corrette.
Una veloce osservazione dei primi due che passano e mi convinco, a suo tempo avevo trasbordato anche questo passaggio, ma stavolta no, lo faccio, mi decido e mi imbarco, imbocco la rapida perfettamente, la discendo e do pancia giusta, pagaia in acqua "et voilà", il passaggio è fatto, troppo facile, mi dico, mi giro e vedo il passaggio, è lì e io sono al di sotto, tutto bene anzi benissimo! Fantastico! Peccato solo che il fiume sia già finito, o quasi, da qui in poi solo qualche onda, il tempo di scattare due foto di cui una al Piccio sotto un bellissimo arcobaleno, l'arrivo dei romani, lo scambio di saluti e i convenevoli, il cambio e il recupero.....
Un panino al paese di San Dalmazio poi il viaggio di ritorno in compagnia del Bencio, due chiacchiere con gli ultimi arrivati e si fa di nuovo il conto, un'altra bellissima giornata in buona compagnia e discendendo un fiume in un bellissimo paesaggio.

Ed ora un pò di foto, i video al più presto.

This is kayak

Tommaso Baldi - 22/01/2014