Farma - 1 Febbraio 2014
Torrente Farma - 1 Febbraio 2014
Sabato 1 Febbraio 2014, splendida discesa del Torrente Farma, da Monticiano a Roccastrada, 18km di fiume inseriti in uno splendido panorama naturalistico, immersi in boschi praticamente incontaminati, come testimonia il lunghissimo recupero (circa 23km) che si percorre tutto all'interno di una strada sterrata nel pieno bosco.
Allo sbarco ci attendevano le bellissime terme di Petriolo, con le loro "maleodoranti" acque sulfuree.
Moltissimi i partecipanti, pareva un raduno, quasi 30 kayak in Farma, ragazzi di Firenze, di Siena, di Lucca e di Massa, persino qualche Perugino, mi pare di aver capito.
Erano presenti dei nostri, Gass, Rob, Nick, Enrico, Volo, Bencio e Bobo, Il Rasta, Claudio e Io (mi scusino quelli che mi sono dimenticato di nominare).
La giornata si avvia con il classico incontro presso il parcheggio della Certosa, ci sono molti vecchi e giovani, c'è anche un nuovo aggregato, Claudio di Signa, canoista d'altri tempi che si è ritrovato orfano di compagni di discesa ed aveva contattato me per accompagnarci in discesa.
Ottimo canoista, molto bravo con la sua piccola Piranha Razor.
La discesa inizia con un piccolo artificiale facilmente superato, poi prosegue con un'altro artificiale un pò più alto, ripreso da molte videocamere (anche dalla mia, pubblicherò il video presto), un divertente scivolo di circa 4 metri.
Il fiume si presenta molto tranquillo nel tratto iniziale di circa 3km, giusto giusto per riscaldarsi, fino all'arrivo al passaggio più impegnativo, chiamato dei "canaloni".
Il passaggio, IV/IV+, si presenta con un ingresso molto piccolo in curva stretta a destra e che richiede una rapida sterzata a sinistra, offrendo la pancia alla corrente che arriva da tale direzione, per finire con un salto di circa 2 metri abbastanza lento, da non sottovalutare soprattutto a causa della roccia nicchiata sulla sinistra discendendo.
Subito dopo tale passaggio, tarsbordato da tutti a parte un bravissimo canoista di cui non conosco il nome, che lo ha fatto sembrare molto più semplice di quanto non lo fosse, si presentano due piccoli dislivelli di cui uno molto, molto insidioso perchè si caratterizza come un'imbuto in cui confluisce tutto il livello del fiume, generando una corrente molto forte con buco centrale.
In molti hanno affrontato il passaggio, alcuni hanno preferito trasbordare data l'insidiosità del buchetto che ha fatto anche qualche vittima.
Immediatamente dopo si presenta un nuovo passaggio, molto interessante, con chicken way a sinistra e con via difficile a destra, con primo dislivello da affrontare con punta a destra per poi rimettersi immediatamente verso sinistra e saltare i 2,5 metri successivi, caratterizzati da un discreto ritorno, io me la sono cavata con un eskimo passando dalla via difficile...
Il fiume adesso prende vita, si susseguono passaggi divertentissimi e mai esasperati, tutti sul III/III+ e da affrontare sempre sull'attenti. Lungo il percorso un nuovo artificiale rotto, in scivolo ma da prendere nel punto giusto per evitare il buco sottostante, ovviamente io passo dalla parte sbagliata e come spesso accade "mi piego al buco" rovesciandomi sulla mia sinistra, fortunatamente faccio di nuovo un bell'eskimo...e due!
Successivamente i km cominciano a farsi sentire e il gruppo si sfalda, in acqua siamo tanti, qualcuno ha contato 29 canoe, sembra un raduno, compagnia splendida e giornata tutto sommato buona. Dicevamo che i km cominciano a farsi sentire e si contano le prime vittime di stanchezza, fin quando non tocca a me, in un punto buono per allenare i principianti riesco a sottovalutare un dislivello e mi lascio trascinare su di un sasso, eccoci...sono incravattato, ma no dai ce la faccio, poi tanto c'è l'eskimo, e invece no, sono stanco e non riesco a combattere, cado di nuovo e l'eskimo stavolta non si può fare, il livello è troppo basso, la pagaia e le mani sbattono ovunqe, così come la testa, dunque decido di mollare e stappare, ma è un casino, perdo sia la canoa che la pagaia. Recuperano la canoa poco sotto m ala pagaia non viene fuori, l'acqua è marrone e non si vede niente, mi butto nel mezzo del fiume, scioccamente, alla ricerca del mio investimento...non c'è, non la vedo, non la trovo....la preoccupazione sale anche perchè non abbiamo pagaie di scorta, almeno non in questo gruppo, passano i minuti, inizio a sentire freddo ma non voglio mollare, mi inoltro verso il centro del fiume, tra i sassi, alla fine sento qualcosa che credo essere la pagaia ma è solo un ramo, tiro e rimango deluso, quando sto per iniziare a piangere ecco che vedo laggiù Alessio (il rasta) esultare con la mia pagaia in mano! Evviva, l'hanno ritrovata, uau! Grazie, fortuna che non ci abbandoniamo mai in fiume, soprattutto in un fiume come questo non bisogna mai farlo, così lungo e impegnativo.
Da questo momento in poi il fiume si rilassa, giusto qualche controroccia e il sasso de "L'Orso con l'acqua calda", una roccia dalla forma stranissima, generata dallo scorrere dell'acqua sulfurea e dal calcare depositato.
Poco altro da raccontare, un passaggio dentro a dei tubi stradali molto molto semplice, proprio sotto a un'altissimo cavalcavia, alcuni chilometri piatti e l'arrivo, presso le terme proprio a due pagaiate dalle pozze sulfuree, dentro alle quali troviamo i primi canoisti arrivati a destinazione.
Tutto bello, tutto divertente, tutto da ricordare e incorniciare. Qualcuno lamentava un livello un pò basso, qualcun'altro il troppo tempo a pagaiare, personalmente, a parte la stanchezza mortale, ho goduto tantissimo e il fiume mi è piaciuto tantissimo, la parte centrale è divertente e sufficientemenete lunga da ripagare anche le pagaiate sul piatto, per la verità neanche tante secondo me, data la buona corrente che ci accompagnava.
Al termine i ragazzi di Massa avevano offerto salumi autoprodotti fa-vo-lo-si, della soprassata e del buristo, insieme a un vino artigianale incredibilmente forte e buono!
Ringrazio i compagni di discesa, in particolar modo Claudio che mi ha anche accompagnato in auto e che spero voglia ritornare a discendere con noi.
Gustatevi le foto e presto il video, e scusate se sono stato, nuovamente, troppo logorroico.
https://www.marinadicandeli.it/it/la-canoa/archivio-canoa/365-farma-1-febbraio-2014#sigProIdc8fd90c62d